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sabato, settembre 29, 2007

LE DONNE SONO STRANE

 

-Le donne sono strane, capaci di amare qualsiasi cosa...perfino un uomo.-

(Medina Reyes)

 
Certo è vero. Le donne sono ben strane! Ma tra stranezza e barbarie, quell’annebbiamento della ragione che fa alleare le donne con gli stupratori anziché con la stuprata, cioè la vittima, c’è di mezzo una moltitudine di sentimenti opinabili che pochi altri in natura nutrono nei confronti del proprio genere.

 

Prendete me, un’altra vittima, (NON nel senso di vittimismo, ma nel senso

di persona che ha subito un danno). Molti, con ipocrisia e malafede, fanno ideologia sulla vita vera delle persone, e dicono Questo non nega i tuoi diritti come quelli di tutti coloro che l'ordinamento non riconosce”  tranne poi giudicare la mia unione non sancita da una firma, come insana e in malafede. A costoro

ricordo che:

 

--Avevo un lavoro amatissimo, eppure  l'ho lasciato per stare accanto al mio compagno, mio marito, per avere un bambino. In una clinica di Roma ci sono 5 embrioni congelati: non credo che ci si sottoponga a cure lunghe e dolorose se si è incerte dei propri sentimenti.

 

--NON mi sono fatta pubblicità per la morte del mio compagno, semplicemente lotto per vedere riconosciuti i diritti di tutti i conviventi umiliati e offesi, che come me non hanno diritto ad essere invitati nemmeno ad una commemorazione.

 

--Scrivere è stato l’unico modo per non soccombere al dolore, ed affermare con forza, contro le istituzioni  che tagliavano via dalla vita di Stefano, una parte della sua vita, cioè me, la compagna che lui si era scelto e loro cancellavano come fosse una vergogna.

Chi crede poi che un libro possa dare ricchezza non conosce affatto il mondo dell’editoria.

 

--Stefano è stato ucciso da un camion-bomba durante il suo lavoro di cineasta, nella Base del Contingente militare italiano in Iraq che di pace non aveva nulla, dal momento che i militari erano soggetti al Codice militare penale di guerra.

Lotto affinché venga riconosciuta una responsabilità per la sua morte, nei confronti di chi ha concesso le autorizzazioni ad un regista, un civile, per girare un film-fiction in una zona di guerra.

 

--Dal giorno della strage, 12 novembre 2003, la mia vita è cambiata.

Cancellata dalla vita di Stefano.

Colpita nel cuore e nella dignità ogni volta che il mio nome non è nella lista ad ogni commemorazione.

Colpita nella vita ogni nuovo giorno, per il futuro incerto.

 

E’ difficile descriversi e soprattutto ribattere ai veleni di alcuni giudizi.

Ma come ha detto Mario Moisio in un commento recente:


“Infine una rassicurazione: Il “potere” di Adele Parrillo, e di tutti coloro che si stanno battendo per il riconoscimento delle famglie di fatto, per buona pace dei moralisti, non è cosí grande come quello di alti prelati che possono paragonare il progetto di legge sulle unioni alla pedofilia e all’incesto e ricevere pure complimenti e solidarietà, oltre che spazio su giornali e tv che li presentano senza contraddittorio e pure investendoli di autorità morale. Il “potere” di tutti coloro che in Italia, in buona fede, cercano di far cessare l’ipocrisia e cercano di dare dignità a tante persone (coppie di fatto, eutanasia, fecondazione assistita ecc.) è molto limitato e gli effetti sono sotto gli occhi di tutti.
Con buona pace di chi vorrebbe una società uniforme, unica, senza anomalie fastidiose, in altre parole: disumana.

 

 

 

 

postato da: adeleparrillo alle ore 29/09/2007 12:05 | link | commenti (25)
categorie: amore, diritti

Commenti
#1   29 Settembre 2007 - 14:26
 
Trovo allucinante che bisogna continuare a spiegare il perchè è importante la battaglia che stai combattendo. Il riconoscimento pubblico, istiutzionale, di una vita che si decide liberamente di vivere assieme. E che un governo di centro sinistra non riesca a comprendere questo è ancora più allucinante. L'altra sera ho ascoltato Veltroni in un intervista televisiva in cui ha dichiarato che si dice d'accordo con la nuova proposta cjhe supera i DICI proposta dalla Coommisione Giustizia del Senato, dal senatore Cesare Salvi. Mi auguro che i pasdaran di centro e di destra del suo nascituro partito presenti in parlamento abbiano la bontà di ascoltare quello che hanno indicato come il loro messia e quindi finalmente di ottenere qualcosa che ha il sapore di una piccola conquista. Cara Adele, hai ragione a ripuntualizzare ogni volta le tue ragioni che sono ragioni comuni a tante donne e a tanti uomini, questa battaglia la continueremo insieme fino a quando non avremo ottenuto il risultato desiderato. Un caro saluto
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#2   29 Settembre 2007 - 14:47
 
La tua è una battaglia giustissima e vorrei linkare il tuo articolo sul nostro forum, perchè è veramente bello e toccante

Elisa
utente anonimo

#3   29 Settembre 2007 - 16:43
 
Un sorriso con tanto tanto affetto
Mister X di Comicomix
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#4   29 Settembre 2007 - 16:58
 
cara Adele e cari tutti, io temo che l'indifferenza davanti ai problemi legati alla mancanza di diritti civili in senso ampio sia grande anche nei partiti della c.d.centro sinistra: chi vuole essere più cattolico della Margherita in vista del prossimo matrimonio con la stessa, chi pensa che gli unici problemi siano quelli sociali ed economici, chi cmq non ci pensa proprio ...trovo che attendere dai partiti una soluzione a questi problemi sia utopistico in questo momento.
restano chiaramente singoli parlamentari che si battono per i diritti ma restano posizioni isolate: a me resterà impresso sempre ripensando all'audizione sui CUS alla camera l'assoluta indifferenza di Massimo Brutti dei DS, che durante l'audizione ha sfogliato per tutto il tempo il giornale e , richiesto da Salvi, di un parere, ha mugugnato un qualcosa che penso volesse dire che non aveva nulla da dire perchè nulla ha detto.
eppure Brutti io l'ho sempre considerato serio!
ecco perchè è importante che le associazioni o i singoli facciano le battaglie e parlino in tutte le occasioni per spiegare quale è la realtà ben diversa dalle cose che dicono i vescovi o i family day.
Dobbiamo anche capire che la legge ideale per tutti non ci sarà e cmq un foglio di carta deve essere firmato dai due conviventi e registrato perchè il rapporto possa essere dimostrato: l'italia è uno stato di diritto ed io penso che sia giusto .
quindi, una volta trovato un testo che risponda il più possibile ai bisogni delle persone [ e con alcune modifiche I CUS lo sono] dobbiamo sostenerlo.
purtroppo anche nelle città è difficle far passare il poco più che simbolico registro delle unioni civili soprattutto dopo la sentenza del TAR del Veneto che ha ridimensionato la soluzione adottata a Padova su mozione di Alessandro Zan.
comunque continuiamo perchè nessuno è disposto a darci nulla: come sempre lacrime e sangue!
buona domenica a d Adele ed a tutti
giuliana
utente anonimo

#5   29 Settembre 2007 - 23:05
 
Cara Adele,

ho scoperto solo oggi il tuo blog e l'ho subito linkato, commentando la sconcertante notizia sul "matrimonio in coma" dell'agente ridotto in fin di vita in Afghanistan.

La spudoratezza di tali e tanti due pesi e due misure non ha limiti...

ti abbraccio
Lisa
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#6   30 Settembre 2007 - 22:25
 
Cara Adele,
Spero di non rinnovare il tuo dolore, e ti perdono se le mie parole goffe ti sembreranno mal scelte.
Tuttavia, vorrei sapere se hai mai pensato che sarebbe bastato riavere il cadavere del tuo compagno attaccato ad un respiratore per contrarre nozze 'in articulo mortis' e ottenere così il prezioso status di vedova, come dimostrano i giornali di oggi.
Così nessuno avrebbe potuto negarti di partecipare alle esequie del tuo compagno, ormai divenuto tuo marito, sia pure a costo di sotterfugi legali e di espedienti escogitati da una Chiesa compiacente.
Certo, nessuno può lagnarsi nei confronti della signora che già prima di questa farsa era agli occhi miei e di ogni persona dotata di un briciolo d'umanità una vedova a tutti gli effetti. Il suo legame possedeva già tutta la dignità che gli proveniva dall'amore e dall'impegno comune.
Spero che questo rito (che dal punto di vista legale mi sembra una grossolana farsa e dal punto di vista religioso quasi una bestemmia), sia almeno servito alla signora ad elaborare la perdita di un uomo che ha dato la vita per il suo paese. Come - in modo diverso ma non meno meritevole - aveva fatto Stefano.
Ti invio il mio più profondo rispetto e tutta la mia stima.
utente anonimo

#7   30 Settembre 2007 - 23:26
 
Spero che il caso del matrimonio in "articulo mortis" possa riaprire la discussione sul tuo caso (è da ieri che mi ci arrovello su).
Un abbraccio e a presto, V.
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#8   01 Ottobre 2007 - 08:12
 
Non voglio entrare nel merito della storia personale, ma il caso di Lorenzo D'Auria, del suo matrimonio “in articulo mortis”, è un atto di accusa verso chi non vuole affrontare i temi delle coppie di fatto, una lezione da ricordare.
Ti ricordo con tanto affetto e dolore.
utente anonimo

#9   01 Ottobre 2007 - 08:14
 
Ho dimenticato di firmare, sono Mina che ti pensa sempre e fa leggere il tuo libro. Un abbraccio affettuoso!
utente anonimo

#10   01 Ottobre 2007 - 11:12
 
Carissimi,
vi ringrazio per i commenti.
Come potete immaginare questa vicenda mi sta procurando altre ferite rispetto a quelle che di sicuro non si saneranno mai, e vi confesso che non riesco nemmeno ad elaborare con serenità un commento o un post che possa descrivere compiutamente il mio stato d’animo.
Purtroppo Adele Parrillo viene continuamente ricordata per quello che “non ha ottenuto”, mentre mi piacerebbe che un giorno qualcuno potesse leggere il mio nome associato ad un diritto finalmente riconosciuto.
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#11   01 Ottobre 2007 - 11:14
 
Adele, sai cosa mi sconcerta? Che a distanza di 4 anni da quel giorno maledetto tu sia ancora qui a dover "spiegare" cio' che è naturale, e solo la malvagità del regime più intollerante e sanguinario del mondo (quello della chiesa cattolica) e la sudditanza di chi ama tenere il proprio culo su una poltrona ben retribuita puo' sottrarre o negare. Abbi forza, più di quella che riesci a regalare a chi continua a sperare che anche questo paese martoriato possa un giorno diventare normale. Hai tutta la mia stima, affetto, ammirazione.
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#12   01 Ottobre 2007 - 13:06
 
per chi ha mandato post indignati vorrei dire che la forma del matrimonio "in articulo mortis" è prevista nel diritto canonico e non era nelle intenzioni del legislatore canonico quella di favorire le situazioni di fatto [figuriamoci!] ma mirava a permettere all'ultimo momento ad un..peccatore, che conviveva senza il sacro vincolo, di poter andare in paradiso senza macchia...
In questa norma ognuno può vedere quello che crede [ipocrisia dei preti ad esempio] ma, essendo purtroppo da noi in vigore il concordato con la chiesa cattolica questo matrimonio ha anche effetti civili nè più nè meno come una cerimonia con confetti e lancio di riso e fotografie!
anch'io ieri ho pensato ad Adele ed al suo dolore e le sono vicina anche ora con il pensiero.
quanto sopra però credo dovrebbe rendere tutta la vicenda del matrimonio dell'agente meno dolorosa perchè non è un'eccezione questo tipo di cerimonia.
certo uno si domanda perchè se per la chiesa vale la volontà di sposarsi precedentemente espressa ,anche quando ci si trova in stato di incapacità di intendere e di volere, non vale invece la volontà di non proseguire le cure, come ha anche recentemente ribadito paparatzi: mentre là si permette ad un'anima di avere il perdono ,nel caso della libertà di cura si commettebbe invece una grave mancanza...
dal loro punto di vista il discorso non fa una grinza: ma il dolore e la vita delle persone non dovrebbe essere una cosa che interessa a chi si prende cura delle persone?!
un abbraccio ad Adele e ciao a tutti
giuliana
utente anonimo

#13   01 Ottobre 2007 - 20:58
 

cara adele, sono giorni che ti penso. ho immaginato il dolore rinnovato, il sale dell'ingiustizia, la confusione dell'anima.

penso sia un'altra forma di violenza, più subdola ma ugualmente impietossa, quella imposta ad una madre di tre figli che non ha altre alternative che accettare un matrimonio simile, pur di vedere riconosciuti diritti sacrosanti.
è morboso, è squallido, è spoetizzante e, a mio personale parere, dev'essere stato uno strazio affrontare la "cerimonia" in tali condizioni.
è incivile che un paese pretenda tale macabra formalità per riconoscere la dignità di compagna ---siamo ridicoli, con la nostra smania di dare un nome alle cose, senza saperne valutare il peso specifico.

ai giudizi velenosi continua a rispondere a testa alta, col coraggio e la dignità che hai saputo dimostrare fino ad ora, con la forza delle donne che testimoni tanto bene.
un abbraccio di "sorellanza".
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#14   02 Ottobre 2007 - 00:05
 
Cara Adele, ti auguro che presto anche la tua strenua lotta per un diritto naturale delle persone abbia finalmente la sua vittoria. Dove posso e dove passo parlo di te.
Ciao Mina
utente anonimo

#15   02 Ottobre 2007 - 08:51
 
Mi inchino al tuo coraggio nel continuare una battaglia impari contro il perbenismo e il potere vaticano. So che è dura e difficile, so che ci si sente soli e che verrebbe la voglia di mollare tutto. So anche che non lo farai finchè avrai ancora una speranza e un briciolo di energia.
Ciao Adele.

Ultimo
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#16   02 Ottobre 2007 - 10:33
 
carissima shanilevy,
la prima impressione che lei mi da è di una persona invidiosa... non capisco di cosa, ma risulta dalle sue parole e dal suo modo di scrivere.
inoltre non mi pare che lei si sia palesata (si chiama per caso shani di nome e levy di cognome? ha una mail a cui rispondere? sta sull'elenco telefonico?), qui scriviamo con il nostro nome e cognome, se lei avesse coraggio potrebbe dire chi è e parlare alla luce del sole.
sul resto entro in merito solo per dirle: come si permette di giudicare la vita di una persona (la conosce adele?) senza sapere nulla, oppure la conosce o conosceva stefano, e si nasconde dietro un nick?
lei, sinceramente, mi fa schifo.
le auguro buona vita.

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#17   02 Ottobre 2007 - 13:08
 
io non sono una esperta di blog anche se, appena ho tempo, ne seguo alcuni di amici ma la domanda che faccio è proprio suggerita dal post precedente:in realtà spesso appare "utente anonimo" e manca la firma oppure appare il nick anche se, volendo, si può risalire al nome ed al genere guardando il suo blog.
sempre a proposito della questione donne-uomini avevo trovato un post, che mi piaceva molto e mi ripromettevo di commentarlo:dal testo si poteva chiaramente dedurre che chi scriveva era un uomo e da qui il mio entusiasmo. visti i contenuti ...poi, risalendo al blog di provenienza, ho visto che lo stesso era di proprietà di una ragazza...
io sarò un po' tonta su queste cose ma nell'incertezza mi sono bloccata e non ho postato nulla.
sarebbe più semplice se tutti si firmassero con il loro nome. E' infatti spesso diverso il sentire di un uomo da quello di una donna ad esempio.
a presto
giuliana
utente anonimo

#18   02 Ottobre 2007 - 13:32
 
@ Giuliana
Una delle caratteristiche del blog (delle chat e di molti altri strumenti di Internet) è la possibilità di celarsi dietro un nick. Per alcuni è una “coperta di linus” che permette loro di essere più sinceri, di confidarsi, per altri è una maschera dietro la quale nascondersi (per semplice timidezza o per potere spandere veleno).
Molte delle volte, anche chi usa dei nick finisce poi per svelarsi( è il mio caso e di tantissimi altri), per dire chiaramente chi è, cosa fa nella vita ecc. Altre volte no, e come noti giustamente te c’è chi addirittura usa questa modalità per inventarsi una vita differente e falsa (uomo/donna; giovane/vecchio).
Io credo che ognuno è libero di comportarsi come crede. Chiaramente deve tenere conto delle conseguenze, che possono essere quelle di essere eliminato dai contatti, di vedere i suoi commenti censurati, o di essere giustamente insultato per via del suo anonimato, se crede di poterlo usare per offendere impunemente.
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#19   02 Ottobre 2007 - 22:06
 
Adele, hai letto Augias su Repubblica, oggi?
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#20   03 Ottobre 2007 - 12:03
 
Grazie Massimo. Si, ho letto.
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#21   03 Ottobre 2007 - 21:38
 
La tua lotta è sacrosanta. E ti sono vicino.

leonardo
utente anonimo

#22   04 Ottobre 2007 - 17:40
 
in questi gg come non pensarti....
ti abbraccio
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#23   12 Ottobre 2007 - 16:32
 
Non tema Signora,StefaNO E' CON lEI E SEMPRE LO SARA',serena pozzobon
utente anonimo

#24   17 Ottobre 2007 - 20:55
 
non credo che lo tema..
ciao Ad.
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#25   05 Dicembre 2007 - 09:39
 
Buon giorno Adele, il tuo blog mi è stato segnalato da un amico blogger. Non conoscevo la tua storia, il tuo dolore, la tua sofferenza.. Se un abbraccio può servire a manifestare la solidarietà..
Buona strada nel continuare a lottare per un qualcosa di giusto, ovvio, ma purtroppo non riconosciuto.
Eugenia
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